2 ori, 3 argenti e 2 bronzi alle para olimpiadi, 14 medaglie agli europei e 8 ai mondiali.
Sto parlando di Cecilia Camellini, nuotatrice non vedente che da anni sta dominando a livello mondiale.
Cecilia però è molto di più delle medaglie che ha vinto. Cecilia è bella, solare, auto ironica, molto intelligente, ha preso la laurea quinquennale in psicologia e sta studiando per dare l’esame di stato da psicologa.
Me ne sono accorta la prima volta che l’ho incontrata che Ceci ha qualcosa di speciale, sono stata immediatamente contagiata dal suo sorriso.
Ho avuto subito la sensazione di essere davanti a una campionessa ma non solo una campionessa nello sport, una campionessa nella vita.
E subito ho anche avuto la voglia di conoscerla meglio, di sapere di più di lei.

Cosa vuol dire per te essere una campionessa paralimpica?
Per me è un sogno, una responsabilità e una gioia poter condividere la mia storia. É bello vincere medaglie ma é anche una responsabilità e una gioia infinita poter condividere quello che é stato il mio percorso.
Chi è il tuo più grande tifoso?
Sicuramente la mia famiglia, ci sono sempre stati, ci sono oggi e ci saranno per sempre. Ma anche i miei amici sono fondamentali per me, è bello sapere che seguono i miei risultati e che mi sostengono. Mi ritengo davvero fortunata, sento anche l’affetto delle persone che amano il nuoto e che amano lo sport in generale.
Cosa rappresenta per te lo sport?
Lo sport è tutto. Il bello di fare sport è che a qualsiasi livello tu lo faccia, che sia agonistico o dilettante, ti insegna sempre qualcosa: ti aiuta a organizzarti, a stare con la gente, ti aiuta a crescere e ti insegna a divertirti ma anche a darti da fare.
Chi è il tuo avversario più temibile?
Sicuramente sono io. Tra me e me stessa ci sono quotidianamente delle belle lotte.
Cosa significa per te iniziare questo corso di certificazione per diventare wave coach?
Io ho sempre studiato psicologia e vedo la differenza degli approcci, la psicologia mi dà un punto di vista, mentre il coaching un altro che è più immediato.
Ammetto di essere stata attirata dalla parola “Wave”, ho pensato subito alle onde e non ho potuto fare a meno di tuffarmi in questa esperienza.
Spero di trarne benefici da atleta, per lottare un po’ meno con me stessa. Voglio diventare il mio alleato più forte e non essere il mio più grande nemico.
Ma mi piace anche pensare che il corso mi possa dare gli strumenti per diventare una professionista nel futuro.

Il Wave coaching si pone l’obiettivo di semplificare i procedimenti complessi che avvengono nella nostra mente. I pensieri che sono attivi nella nostra mente prima e durante la performance condizionano il risultato. I nostri pensieri possono contribuire positivamente come possono risultare interferenze, il percorso di Wave Coaching vuole far divenire i pensieri una risorsa.
Risorsa che gli atleti stessi possono sfruttare per superare i propri limiti e per diventare il meglio che possano essere.

Cecilia che è entrata a far parte della famiglia degli atleti Wave, con la sua energia, la sua positività e la sua voglia di imparare e di migliorarsi sempre potrà fare grandi cose e magari, chi può saperlo, inizierà davvero a litigare un po’ meno con se stessa.
Ceci è una forza della natura e un esempio da seguire, queste sono le sue parole che mi hanno profondamente colpito: “Il caso ha voluto che nascessi non vedente, come coi capelli lisci e altre caratteristiche; forse se fossi nata vedente non mi sarei mai avvicinata allo sport. A posteriori posso dire di essere stata fortunata a vivere una vita diversa dal comune. Questo è il mio mantra: trasformare quello che sembra una difficoltà in una risorsa”.
Non credo ci sia altro da aggiungere, penso che abbia descritto alla perfezione l’essenza del suo essere una campionessa paralimpica e una ragazza eccezionale.

 

 

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